Di relazioni umane e affettive si vive!
Le relazioni umane e affettive sono ciò che danno senso e valore alla nostra vita. Come disse Ernest Hemingway, nessun uomo è un'isola

Gli esseri umani, sin dai primi giorni di vita, avvertono il bisogno primario di ricevere stimoli. Eric Berne, fondatore dell'Analisi Transazionale, a questo proposito dice: “Dal punto di vista biologico, è probabile che la privazione emotiva e sensoria tenda ad instaurare o almeno a favorire dei mutamenti organici. (…) Si può dunque postulare l'esistenza di una catena biologica che va dalla privazione emotiva e sensoria all'apatia e di qui alle modifiche generative e alla morte. In questo senso la fame di stimolo ha con la sopravvivenza dell'organismo umano lo stesso rapporto della fame di cibo.”
La salute psicofisica si basa sul riconoscimento
Questa “fame di stimolo” infantile, crescendo, si trasforma ed in età adulta diventa bisogno di riconoscimento sociale. L'uomo ha bisogno di essere riconosciuto dagli altri, per poter mantenere il suo stato di salute psicofisica. Su questo tema Eric Berne teorizzò il concetto di carezze da lui definite unità di riconoscimento e indicano qualsiasi tipo di azione il cui fine è riconoscere l'altro.
Dopo Berne, anche Claude Steiner ha proseguito i suoi studi approfondendo questo tema, sottolineando l'importanza per i bambini del contatto e dello scambio con l'altro, con le figure primarie di riferimento ed in seguito con tutte le figure relazionali importanti (insegnanti, pari eccetera), per costruire e mantenere il proprio senso di sé.
Su questo tema Steiner ha creato la favola dei caldomorbidi, una metafora sul tema delle carezze. Il testo è molto adatto sia agli adulti sia ai bambini. Specificamente per i bambini, esiste un adattamento realizzato da Cinzia Chiesa.
La favola dei caldomorbidi: carezze libere e infinite
La favola fu scritta nel 1969 e corrisponde ad una metafora del bisogno di noi esseri umani di contatto e riconoscimento emotivo e affettivo: essa pone le relazioni umane al centro dello sviluppo dell'identità personale di ognuno di noi. La carezza (fisica o verbale) rappresenta quindi uno dei modi di esprimere le relazioni. La madre, quando nasce un bambino, instaura la relazione prima di tutto mediante il contatto fisico di cura e accudimento.
I caldomorbidi nella favola vogliono rappresentare i riconoscimenti, la vicinanza, lo scambio affettivo e l'intimità di cui ciascuno di noi dovrebbe nutrirsi per poter vivere in pace con sé stessi e in relazione con gli altri. In questa favola i caldomorbidi sono scambiati liberamente dagli adulti e dai bambini, senza alcuna limitazione, perché non finiscono mai. Questo scambio continuo e libero permette alle persone di vivere felici.
Privazioni indotte
Le cose cambiano quando una strega insinua il dubbio e il sospetto che continuando a distribuirli senza limiti prima o poi finiranno. La strega cattiva sta a rappresentare tutte le situazioni di carenza affettiva o di pressioni psicologiche alle quali siamo sottoposti e che spingono verso una riduzione o addirittura un annullamento di espressione libera dei bisogni individuali e delle emozioni.
Smettendo di scambiarsi caldomorbidi, le persone iniziano subito a soffrire, e tale sofferenza fa “appassire la spina dorsale”.
Carezze sostitutive
La strega introduce allora i freddoruvidi, che nella realtà possono essere intesi come surrogati creati ed utilizzati per soddisfare i propri bisogni naturali.
Un finale con merenda!
Che cosa accade alle persone? E come termina la favola?
Vieni a scoprirlo in uno dei nostri Merenda-Laboratori! Puoi scegliere tra due date:
- sabato 14 dicembre 2024 dalle 15:30 alle 17:00
- sabato 18 gennaio 2025 dalle 15:30 alle 17:00.
Il laboratorio è rivolto a famiglie con figli dai 5 ai 7 anni. Leggeremo insieme la favola e creeremo insieme i caldomorbidi, sorseggiando una bevanda e gustando dolcetti.
Il costo del laboratorio è di 15,00 euro a famiglia. È obbligatoria l'iscrizione entro il 7 dicembre per il primo laboratorio ed entro l'11 gennaio per il secondo laboratorio.


