Ti mancano le energie? Ti senti un palloncino sgonfio?
Se ti sembra di aver sempre bisogno di qualcuno che ti sostenga perché è impossibile che tu ce la faccia da te, non disperare: ci può essere una buona ragione perché tu ti senta così. E ci può essere un ottimo modo per riacquistare forza e interesse di vivere

Secondo l’Analisi Bioenergetica di Alexander Lowen, le esperienze traumatiche dell’infanzia (in particolare, la negazione del diritto di avere bisogno) possono portare a una struttura caratteriale debole, con energia bassa e corpo collassato. Lowen definisce questa struttura carattere orale.
Questo tipo di persone tende a cercare supporto negli altri, manifestando tratti come debolezza muscolare, difficoltà nel contattare ed esprimere la propria aggressività e sensazioni di vuoto e solitudine.
Per un percorso di crescita personale è importante che la persona acquisisca una consapevolezza corporea: può così riconoscere i segnali del corpo e iniziare a prendersi cura di sé.
Le frasi ricorrenti delle persone con tratti orali
I caratteri orali sono riconoscibili anche dal fatto che la loro comunicazione è ricca di espressioni specifiche che sottolineano la mancanza di fiducia e di intraprendenza:
- Non ce la farò mai da solo/a
- Ho bisogno di qualcuno che mi sostenga
- Sono sempre stanco/a e senza energie.
Se anche tu senti che queste parole ti risuonano, probabilmente, hai caratteristiche che rientrano nel carattere orale descritto da Lowen.
Ma perché ci si sente così? Quali sono le cause di questi vissuti? Perché alcune persone hanno paura di non farcela da sole e sentono il bisogno profondo e costante di essere sostenute?
Fondamentalmente perché non hanno ricevuto, quando dovevano, tutto ciò di cui un bambino ha bisogno e per questo motivo continueranno per tutta la loro esistenza a cercarlo nell’altro, come se avvertissero il continuo bisogno di un supporto, di una stampella a cui aggrapparsi e che li possa sostenere nel percorrere il grande cammino della vita.
Divenire consapevoli di questi vissuti è il primo passo da compiere per iniziare il percorso verso di te e rafforzarti per riuscire a prendere in mano la tua esistenza.
Di seguito descrivo le origini di queste difficoltà. Alla base vi è sempre una ferita profonda che è necessario incontrare, accogliere ed accettare, così che possa divenire un’alleata per andare al di là della stessa.
La ferita originaria: la negazione del diritto di avere bisogno
Secondo Lowen i fattori che contribuiscono allo sviluppo della struttura caratteriale orale hanno origine in esperienze traumatiche vissute durante il primo anno di vita e associate principalmente alle prime fasi dello sviluppo infantile, in cui le attività principali del neonato interessano la nutrizione, la cura, l’amore e il sostegno. Il bambino ha bisogno di ricevere tutto ciò di cui ha necessità per sviluppare un legame sicuro con la figura di attaccamento. Quando questi diritti vengono negati il bambino proverà un intimo senso di privazione e trascorrerà la propria esistenza a tentare di recuperare l’eredità perduta ricercando nell’altro quello di cui ha bisogno per sentirsi sazio, amato, voluto e desiderato.
Al bambino viene fondamentalmente negato il legittimo diritto di avere bisogno poiché la madre non risponde in modo empatico alle sue richieste, il suo sguardo non è sufficientemente amorevole e presente per soddisfarlo pienamente. La sintonizzazione tra i due è deficitaria o ambivalente, per questo non ci sarà una base sicura che gli consentirà di spiccare il volo e allo stesso tempo che lo accoglierà quando ne sentirà il bisogno.
Essere consapevoli di quanto avvenuto nella tua infanzia è necessario per concederti la possibilità di un nuovo inizio.
La mancanza di energia nel carattere orale: sentirsi come un palloncino sgonfiato
La mancanza di energia e il sentirsi sempre stanchi derivano dalla situazione di privazione in cui il neonato è costretto a vivere durante i primi mesi di vita.
Il suo protendersi con amore verso la madre non riceverà la risposta desiderata, pertanto la sua energia vitale si ritirerà e come un “palloncino sgonfiato” collasserà al fine di evitare di sentire tutto il dolore di essere abbandonato. Per utilizzare le parole di Schroeter e Thomson “Piangere per una madre non disponibile è così doloroso che il bambino indebolisce il pianto per provare meno dolore e alla fine smette, il bambino rinuncia alla richiesta di ottenere abbastanza amore. Questo 'arrendersi' si struttura nel corpo”.
Se ti sei rispecchiato in quanto scritto sopra, ti invito a proseguire l’articolo così da approfondire questo argomento e trovare ulteriori spunti di riflessione da ricollegare alla tua esperienza.
Di seguito descriverò le principali caratteristiche corporee ed energetiche del carattere orale, secondo l’Analisi Bioenergetica, avvalendomi di un’immagine tratta dal libro “Il sé cerca il corpo” che rende bene l’idea del così detto “palloncino sgonfiato”, conseguenza di una situazione di mancanza di amore e nutrimento.
Caratteristiche energetiche e corporee del carattere orale
Il carattere orale si riconosce da alcuni tratti sia energetici sia corporei come evidenziato nella figura sottostante.
Come puoi notare nella figura sopra, la muscolatura delle persone con caratteristiche orali è immatura e sottosviluppata, caratterizzata dalla difficoltà di protendersi e di essere aggressivo. Braccia, schiena e gambe si mostrano deboli. Il torace è collassato, non riesce, infatti, a prendere né a trattenere molta aria. L’aspetto generale rileva una bassa energia, che tuttavia è presente negli occhi che esprimono costantemente il desiderio non soddisfatto e la tristezza per la privazione precoce. Il mento e la gola sono rigidi, la testa è più carica delle gambe, il collo è proteso in avanti come a chiedere l’aiuto e il sostegno che non ha mai ricevuto. La persona con caratteristiche orali si stanca facilmente poiché l’energia è decisamente bassa, è sufficiente solo a mantenere le funzioni vitali ma non a caricare appieno il sistema muscolare.
In genere è molto loquace per cercare di attirare l’attenzione e ricevere così, l’amore negato. Sebbene sia presente la volontà di essere visti dall’altro, emerge la fatica nel protendersi verso ciò che si desidera per paura di essere delusi e rifiutati. La struttura stessa del carattere orale deriva da una immobilizzazione della pulsione aggressiva. L’incapacità di essere aggressivo si riflette nella debolezza della schiena: si dice, infatti, che il carattere orale sia senza spina dorsale.
Le persone con tali tratti, spesso mancano di fermezza e fanno fatica a contrapporsi all’altro, preferendo fuggire piuttosto che affrontare l’ostacolo che gli si presenta davanti.
L’esperienza del collasso nel carattere orale: il così detto sacco vuoto
Nel libro “Il linguaggio del corpo”, Lowen sostiene che il carattere orale è un organismo scarsamente caricato: è paragonato, infatti al così detto sacco vuoto.
Trattandosi di una struttura primaria e pre-verbale è proprio il corpo del bambino che viene primariamente segnato dall’esperienza traumatica del collasso. Il corpo della struttura orale, infatti, mostra un collasso generale, sembra esprimere la sua difficoltà nell’aprirsi al mondo. Non è un corpo pronto all’azione ma appare passivo e ritirato, come si può notare nella figura seguente.
La testa, il collo e il bacino sono protesi in avanti come a richiedere indirettamente sostentamento dall’ambiente. Gli angoli ottusi e aperti, evidenziati nell’immagine, rilevano una posizione già scarica e poco tonica, sembra, infatti, avere una spinta all’indietro.
A causa della deprivazione ricevuta durante la fase orale, è evidente una forte chiusura nel torace collassato che sembra sottolineare l’impossibilità di esprimere i propri bisogni per il timore di ricevere la stessa risposta di allora.
La parte inferiore del corpo è debole e poco radicata al terreno. Le gambe non sono mai percepite come stabili sostegni del corpo, si stancano facilmente nelle posizioni di tensione, scarso è il controllo dei loro movimenti e il coordinamento risulta essere inadeguato. I piedi si presentano deboli e di frequente sono piatti, non hanno perciò un arco plantare sviluppato, ne consegue una perdita di contatto con il suolo e la relativa paura di cadere. Emerge, dunque, l’incapacità di percepire la terra come un valido sostegno.
Non avendo un buon appoggio a terra sembra che, le persone con tratti orali, esprimano la loro difficoltà nell’affrontare la vita. La terra è percepita come qualcosa da cui fuggire, piuttosto che un posto sicuro su cui appoggiarsi e tendersi verso il mondo. Il mancato desiderio di protendersi verso l’ambiente comporta l’insorgenza di sentimenti di estrema solitudine e vuoto interiore con la conseguente delusione di non poter essere riconosciuto e amato dall’altro. A questo proposito, ti invito a leggere l'articolo Il vuoto nei momenti di solitudine, pubblicato su questo stesso blog.
Come raggiungere un maggior benessere psicofisico
Ecco alcuni suggerimenti pratici per migliorare il tuo umore, la tua vitalità e la tua energia.
- Ascolta i segnali del corpo: presta attenzione a sensazioni di debolezza o tensioni muscolari, affaticamento, rigidità alla gola o al collo, e sensazioni di vuoto. Questi possono indicare che ci sono ferite profonde legate alla negazione del bisogno di ricevere amore e sostegno.
- Accetta i tuoi bisogni: ricorda che avere bisogno degli altri è naturale e umano. Permettiti di riconoscere e accogliere questa esigenza senza giudicarti, imparando a rispettare i tuoi desideri e bisogni autentici.
- Pratica la consapevolezza corporea: dedica del tempo a esercizi di radicamento, respirazione profonda e rilassamento per entrare in contatto con il tuo corpo. Questo ti aiuterà a rafforzare il senso di fiducia e a riconoscere le tensioni trattenute.
- Riconosci le origini delle tue difficoltà: se ti rispecchi nelle caratteristiche descritte, può essere utile riflettere sulle esperienze dell’infanzia, in particolare sulla negazione del diritto di avere bisogno. Comprendere queste radici può essere il primo passo per un percorso di crescita personale.
- Prenditi cura di te: dedica tempo ad attività che ti aiutino a sentirti più radicato e forte, come esercizio fisico, o semplici momenti di ascolto di te stesso. Ricorda che il corpo e le emozioni sono strettamente collegati e che prendersi cura di entrambi è fondamentale.
- Cerca supporto professionale: se senti che queste dinamiche ti influenzano molto, considera di rivolgerti a un professionista psicologo o psicoterapeuta ad indirizzo bioenergetico. Un percorso di sostegno psicologico può aiutarti a incontrare e accogliere le ferite profonde, rafforzando la tua energia e autonomia.
Per sperimentare dal vivo i suggerimenti descritti sopra ti aspetto alla serata gratuita di presentazione della sessione autunnale del nuovo ciclo di classi di esercizi bioenergetici. Gli esercizi bioenergetici sono un ottimo strumento per la promozione del tuo benessere personale. Grazie ad essi è possibile riscoprire il tuo corpo, il tuo respiro, le tue emozioni e i tuoi limiti, così da sentirti pienamente libero di vivere con piacere. Per saperne di più, clicca il pulsante sottostante.
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Ricorda: il primo passo verso il benessere è l’ascolto e l’accettazione di sé. Riconoscere i segnali del corpo e le proprie ferite è il modo migliore per iniziare un percorso di crescita personale.
Prendi in mano la tua vita
Tutto ciò di cui ti ho parlato vuole essere un aiuto per te se ti trovi in un momento di difficoltà e se ti riconosci in qualche passaggio.
Contattare il tuo corpo e le tue emozioni è la base che ti consente di intraprendere il grande viaggio verso di te.
Per me è importante accompagnarti a scendere, per quanto possibile, nel corpo invece di salire nella mente. L’equilibrio tra le due parti è fondamentale per raggiungere una salute vibrante.
Ricordati che il corpo non mente e ti dà tutti i segnali di cui hai bisogno per cominciare ad accorgerti che, forse, è arrivato il momento di prenderti cura di te.
Sono Chiara Fasoli, psicologa, conduttrice di classi di esercizi bioenergetici e psicoterapeuta in formazione in Analisi Bioenergetica. Con gli altri professionisti dello Studio Il loto sono qui per aiutarti.
Riferimenti bibliografici
Lowen A., 1958, “Il linguaggio del corpo”, Ed. Feltrinelli, Milano
Lowen A., 1967, “Il tradimento del corpo”, Ed. Mediterranee, Roma
Lowen A., 1972, “La depressione e il corpo”, Ed. Astrolabio, Roma
Lowen A., 1975, “Bioenergetica”, Ed. Feltrinelli, Milano
Lowen A. e L., 1979, “Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica”, Ed. Astrolabio, Roma
Lowen A., 1982, “Paura di vivere”, Ed. Astrolabio, Roma
Schroeter V., Thomson B., 2020 “Il sé cerca il corpo”. Ed. FrancoAngeli, Milano
Sollman U., 1995, “Esercizi Bioenergetici”, Ed. Astrolabio, Roma
Aruta C. https://www.mediazionefamiliaremilano.it/psicologia/bioenergetica_orale.shtml

