Ricominciare dopo le feste: che fatica!

Ripartire è stressante non solo per gli adulti: anche i ragazzi e perfino i bambini possono avere difficoltà a tornare alla vita quotidiana dopo un periodo di feste. Ecco come puoi facilitare il ritorno al tran tran quotidiano dei tuoi cuccioli d’uomo

 

Per i bambini il periodo natalizio rappresenta un momento magico, felice e ricco di tradizioni e di affetto.

Le giornate diventano meno frenetiche, per qualche giorno mamma e papà non mettono la sveglia, le case si riempiono di parenti e amici quindi di risate e momenti più distesi. Fa capolino anche un pizzico di sana noia: si tratta di quei momenti apparentemente vuoti ma che sono invece straordinariamente ricchi e preziosi, perché capaci di stimolare in modo naturale la creatività ed il pensiero divergente.

Davanti ad una situazione, a un problema o a una richiesta, il pensiero divergente è la capacità di pensare, di trovare soluzioni e di attivarsi in modo alternativo, creativo ed inusuale. Il pensiero divergente segue intuizioni che sono sganciate dalla logica o dal pensiero ordinario (o convergente) ma ugualmente opportune. Le occasioni in cui emergono pensieri ed azioni divergenti sono quelle che ci fanno definire come individui perspicaci ed originali.

Ad esempio, mi ricordo ciò che mi ha raccontato una maestra tanti anni fa...

A scuola era stato dato ai bambini un labirinto dove ad una estremità c'era un coniglio e all'altra una carota. Ai bambini era stato chiesto di tracciare la strada giusta nel labirinto per permettere al coniglio di raggiungere la carota.

Un bambino riconsegna il foglio dove aveva tracciato un unico segno, dal coniglio alla carota.

La maestra chiede al bambino: "Ma non hai capito che il coniglio doveva trovare la strada giusta nel labirinto?"

"Ho capito, sì - risponde il bambino. Ma è un coniglio: ha fatto un salto!"

I momenti di vacanza vissuti in famiglia portano con sé effetti molto positivi nello sviluppo del bambino in tutti gli ambiti evolutivi, soprattutto per quanto riguarda la fascia 0-6 anni. Non di rado infatti si verificano progressi

  • nel linguaggio
  • nelle modalità di relazione
  • nell’ambito cognitivo
  • nella gestione delle emozioni.

Spesso i progressi riguardano anche le capacità motorie: sono dovuti proprio alla possibilità preziosa appena avuto dal bambino (e da lui colta al volo) di fare molte esperienze in un contesto di calma e sicurezza, circondato dall’amore dei propri genitori.

Eppure, può talvolta capitare che emergano alcune fatiche o criticità.

Cosa può accadere ai bambini dopo le feste?

In particolare i giorni dedicati ai festeggiamenti possono portare ad un sovraccarico sensoriale cui i bambini rispondono mettendo in atto una serie di comportamenti spesso dirompenti o al contrario di inusuale ritiro.

I tuoi bambini per esempio hanno fatto più fatica del solito a giocare o condividere oggetti e attenzioni coi fratelli o altri bambini? Oppure è stato per loro più difficile rispettare regole e abitudini normali? Ci sono stati momenti di risate incontrollate ed inopportune o episodi di rabbia eccessiva davanti ad un no o ad una correzione?

Oppure ancora sono rimasti sempre appiccicati a te anche se in un contesto di persone conosciute? Ti sono sembrati in qualche occasione troppo silenziosi o chiusi, con poche interazioni? Hanno manifestato disinteresse o rifiuto davanti alla possibilità di uscire o di partecipare a qualche attività da te proposta?

Un bambino solitario. Anche chiusura e disinteresse possono essere modi in cui un bambino reagisce a uno stressClicca per ingrandire

Se ti ritrovi in una o più di queste situazioni, non ti allarmare.

I comportamenti descritti sono risposte fisiologiche a queste occasioni specifiche che il bambino trova stressanti. Le affronta attingendo alle risorse che possiede, in base

  • al suo stadio di sviluppo
  • alle sue capacità cognitive, che sono ancora immature o, meglio, in evoluzione.

Le sue risorse limitate possono perciò scontrarsi con le alte richieste sociali e di autoregolazione che si rendono necessarie durante le festività.

Le vacanze sono terminate. E ora?

C’è un altro aspetto cui fare attenzione, quello dell’ansia da ripartenza che purtroppo è un fenomeno spesso rintracciabile anche nei bambini, soprattutto per coloro che frequentano la scuola primaria.

I compiti delle vacanze da terminare, l’idea che riparta un nuovo anno d’impegni scolastici ed extrascolastici, il pensiero di tornare alla routine serrata e alla separazione quotidiana dalle figure di accudimento (della cui vicinanza si è per fortuna fatta una scorpacciata durante le vacanze) sono tutti fattori che attivano, anche in maniera inconsapevole, un senso di allerta nei bambini. Ciò li porta talvolta a manifestare piccoli disturbi.

A quali segni fare attenzione?

Potremmo notare uno o più di questi segnali:

  • addormentamento lungo e faticoso
  • sonno movimentato e qualitativamente scadente
  • maggior sensibilità alla frustrazione, arrendevolezza ed eccessiva pigrizia
  • ansia da prestazione
  • ansia da separazione e conseguenti comportamenti di attaccamento più marcati
  • agitazione psicomotoria.

Bambina con un libro scolastico in mano. Anche comportamenti apparentemente sani possono essere il segno di un problema, se si basano sull'ansia da prestazioneClicca per ingrandire

Che cosa fare in qualità di adulti di riferimento?

Ecco qualche consiglio pratico per affrontare questi momenti di ansia e vivere al meglio la ripartenza.

  • Stare all’aperto ed incentivare la libertà di muoversi, esplorare, scoprire, alimentare curiosità e la capacità di entrare in contatto con la natura
  • Ripensare gli spazi di gioco dando la precedenza a oggetti che calmano, a materiali dai colori tenui e in generale creare ordine (secondo la regola “Less Is More”), anche per abbassare il livello di stimolazione sensoriale avuto nel periodo natalizio
  • Se possibile riprendere gradualmente gli impegni extrascolastici dando priorità ad appuntamenti indispensabili (un allenamento di nuoto perso per una settimana non sarà un dramma)
  • Ristabilire con un minimo di anticipo gli orari dei pasti, di addormentamento e risveglio (almeno un paio di giorni prima della ripresa) con l’obiettivo di tornare con gradualità e al meglio ai ritmi quotidiani e a quelli scolastici
  • In generale, non caricare di appuntamenti ed attività l’anno dei tuoi bambini: tieni a mente il diritto alla noia, intesa come occasione per stare con sé stessi che sostiene l’autostima.

Nei momenti di maggiore crisi è possibile intervenire con una di queste strategie.

  • Proponi ai bambini brevi momenti di rilassamento e di gioco centrati sul corpo. Esercizi come quelli proposti nell’albo illustrato Respira insieme all’orso, di Kira Willey, vanno benissimo! Eccone un esempio su YouTube.
  • Usa la musica per abbassare lo stato inconscio di allerta, specialmente la sera, prima di che i tuoi bambini si addormentino. A questo scopo sono utili tracce rilassanti, magari strumentali e a bassa frequenza. Come riferimento, puoi cercare su YouTube Healing frequency music. Eccone un esempio
  • Parla con i tuoi bambini, cercando di fare loro da specchio e, in questo modo, tradurre verbalmente le loro preoccupazioni. Ad esempio, “Vedo che sei agitato/a... Forse sei preoccupato/a perché sono finite le vacanze e sono ripresi tutti i tuoi impegni?”. È anche utile condividere le tue fatiche legate alla ripresa lavorativa, facendo così capire che le emozioni che si possono provare sono normali.
  • Ultimo consiglio ma non per importanza, sempre valido: gioca, gioca e gioca! Apriti all’idea di passare momenti semplici con i bambini: puoi usare materiali destrutturati che incentivano il gioco simbolico, che è la modalità naturale del bambino per condividere il proprio mondo interiore e i propri interessi. Ciò alimenta il senso di connessione autentica tra genitori e figli e permette anche all’adulto di riscoprire il proprio lato più giocoso e bambino.
I materiali destrutturati sono ad esempio corde, stoffe, pezzi di legno, pietre o altro materiale di recupero. Nella loro semplicità offrono occasioni di sperimentazione sensoriale e incentivano la libertà creativa, la possibilità di ragionare e di costruire in autonomia "altro" assemblando i diversi oggetti. Permettono inoltre di simbolizzare la realtà: in questa modalità, un oggetto viene usato per fare come se o per fare finta di. Ad esempio, un bastoncino di legno con una corda legata ad un'estremità e un tappo in sughero diventa una canna da pesca con il pesciolino che ha abboccato all'amo.

Come consiglio di lettura per ripensare al nostro tempo ecco un meraviglioso albo illustrato: “Vorrei un tempo lento lento”, di Luigina Del Gobbo e Sophie Fatus.

Vorrei un tempo mio,
ma proprio tutto,
per ridere e giocare
e fare il “bello” e il “brutto”:

capire ed ascoltare,
provare anche a sbagliare,
cadere per rialzarsi
oppure rotolare.

Copertina di "Vorrei un tempo lento lento". Rispettare i ritmi di ogni bambino

Del Gobbo Luigina, Fatus Sophie
Vorrei un tempo lento lento
Edizioni Lapis, 2017
32 pagine 23,5 x 23,5
Fascia d'età da 3 a 6 anni
EAN: 9788878745322
ISBN: 8878745324