Ricominciare dopo le feste: che fatica!
Ripartire è stressante non solo per gli adulti: anche i ragazzi e perfino i bambini possono avere difficoltà a tornare alla vita quotidiana dopo un periodo di feste. Ecco come puoi facilitare il ritorno al tran tran quotidiano dei tuoi cuccioli d’uomo

Per i bambini il periodo natalizio rappresenta un momento magico, felice e ricco di tradizioni e di affetto.
Le giornate diventano meno frenetiche, per qualche giorno mamma e papà non mettono la sveglia, le case si riempiono di parenti e amici quindi di risate e momenti più distesi. Fa capolino anche un pizzico di sana noia: si tratta di quei momenti apparentemente vuoti ma che sono invece straordinariamente ricchi e preziosi, perché capaci di stimolare in modo naturale la creatività ed il pensiero divergente.
I momenti di vacanza vissuti in famiglia portano con sé effetti molto positivi nello sviluppo del bambino in tutti gli ambiti evolutivi, soprattutto per quanto riguarda la fascia 0-6 anni. Non di rado infatti si verificano progressi
- nel linguaggio
- nelle modalità di relazione
- nell’ambito cognitivo
- nella gestione delle emozioni.
Spesso i progressi riguardano anche le capacità motorie: sono dovuti proprio alla possibilità preziosa appena avuto dal bambino (e da lui colta al volo) di fare molte esperienze in un contesto di calma e sicurezza, circondato dall’amore dei propri genitori.
Eppure, può talvolta capitare che emergano alcune fatiche o criticità.
Cosa può accadere ai bambini dopo le feste?
In particolare i giorni dedicati ai festeggiamenti possono portare ad un sovraccarico sensoriale cui i bambini rispondono mettendo in atto una serie di comportamenti spesso dirompenti o al contrario di inusuale ritiro.
I tuoi bambini per esempio hanno fatto più fatica del solito a giocare o condividere oggetti e attenzioni coi fratelli o altri bambini? Oppure è stato per loro più difficile rispettare regole e abitudini normali? Ci sono stati momenti di risate incontrollate ed inopportune o episodi di rabbia eccessiva davanti ad un no o ad una correzione?
Oppure ancora sono rimasti sempre appiccicati a te anche se in un contesto di persone conosciute? Ti sono sembrati in qualche occasione troppo silenziosi o chiusi, con poche interazioni? Hanno manifestato disinteresse o rifiuto davanti alla possibilità di uscire o di partecipare a qualche attività da te proposta?
Se ti ritrovi in una o più di queste situazioni, non ti allarmare.
I comportamenti descritti sono risposte fisiologiche a queste occasioni specifiche che il bambino trova stressanti. Le affronta attingendo alle risorse che possiede, in base
- al suo stadio di sviluppo
- alle sue capacità cognitive, che sono ancora immature o, meglio, in evoluzione.
Le sue risorse limitate possono perciò scontrarsi con le alte richieste sociali e di autoregolazione che si rendono necessarie durante le festività.
Le vacanze sono terminate. E ora?
C’è un altro aspetto cui fare attenzione, quello dell’ansia da ripartenza che purtroppo è un fenomeno spesso rintracciabile anche nei bambini, soprattutto per coloro che frequentano la scuola primaria.
I compiti delle vacanze da terminare, l’idea che riparta un nuovo anno d’impegni scolastici ed extrascolastici, il pensiero di tornare alla routine serrata e alla separazione quotidiana dalle figure di accudimento (della cui vicinanza si è per fortuna fatta una scorpacciata durante le vacanze) sono tutti fattori che attivano, anche in maniera inconsapevole, un senso di allerta nei bambini. Ciò li porta talvolta a manifestare piccoli disturbi.
A quali segni fare attenzione?
Potremmo notare uno o più di questi segnali:
- addormentamento lungo e faticoso
- sonno movimentato e qualitativamente scadente
- maggior sensibilità alla frustrazione, arrendevolezza ed eccessiva pigrizia
- ansia da prestazione
- ansia da separazione e conseguenti comportamenti di attaccamento più marcati
- agitazione psicomotoria.
Che cosa fare in qualità di adulti di riferimento?
Ecco qualche consiglio pratico per affrontare questi momenti di ansia e vivere al meglio la ripartenza.
- Stare all’aperto ed incentivare la libertà di muoversi, esplorare, scoprire, alimentare curiosità e la capacità di entrare in contatto con la natura
- Ripensare gli spazi di gioco dando la precedenza a oggetti che calmano, a materiali dai colori tenui e in generale creare ordine (secondo la regola “Less Is More”), anche per abbassare il livello di stimolazione sensoriale avuto nel periodo natalizio
- Se possibile riprendere gradualmente gli impegni extrascolastici dando priorità ad appuntamenti indispensabili (un allenamento di nuoto perso per una settimana non sarà un dramma)
- Ristabilire con un minimo di anticipo gli orari dei pasti, di addormentamento e risveglio (almeno un paio di giorni prima della ripresa) con l’obiettivo di tornare con gradualità e al meglio ai ritmi quotidiani e a quelli scolastici
- In generale, non caricare di appuntamenti ed attività l’anno dei tuoi bambini: tieni a mente il diritto alla noia, intesa come occasione per stare con sé stessi che sostiene l’autostima.
Nei momenti di maggiore crisi è possibile intervenire con una di queste strategie.
- Proponi ai bambini brevi momenti di rilassamento e di gioco centrati sul corpo. Esercizi come quelli proposti nell’albo illustrato Respira insieme all’orso, di Kira Willey, vanno benissimo! Eccone un esempio su YouTube.
- Usa la musica per abbassare lo stato inconscio di allerta, specialmente la sera, prima di che i tuoi bambini si addormentino. A questo scopo sono utili tracce rilassanti, magari strumentali e a bassa frequenza. Come riferimento, puoi cercare su YouTube Healing frequency music. Eccone un esempio.
- Parla con i tuoi bambini, cercando di fare loro da specchio e, in questo modo, tradurre verbalmente le loro preoccupazioni. Ad esempio, “Vedo che sei agitato/a... Forse sei preoccupato/a perché sono finite le vacanze e sono ripresi tutti i tuoi impegni?”. È anche utile condividere le tue fatiche legate alla ripresa lavorativa, facendo così capire che le emozioni che si possono provare sono normali.
- Ultimo consiglio ma non per importanza, sempre valido: gioca, gioca e gioca! Apriti all’idea di passare momenti semplici con i bambini: puoi usare materiali destrutturati che incentivano il gioco simbolico, che è la modalità naturale del bambino per condividere il proprio mondo interiore e i propri interessi. Ciò alimenta il senso di connessione autentica tra genitori e figli e permette anche all’adulto di riscoprire il proprio lato più giocoso e bambino.
Come consiglio di lettura per ripensare al nostro tempo ecco un meraviglioso albo illustrato: “Vorrei un tempo lento lento”, di Luigina Del Gobbo e Sophie Fatus.
Vorrei un tempo mio,
ma proprio tutto,
per ridere e giocare
e fare il “bello” e il “brutto”:
capire ed ascoltare,
provare anche a sbagliare,
cadere per rialzarsi
oppure rotolare.

Del Gobbo Luigina, Fatus Sophie
Vorrei un tempo lento lento
Edizioni Lapis, 2017
32 pagine 23,5 x 23,5
Fascia d'età da 3 a 6 anni
EAN: 9788878745322
ISBN: 8878745324

