La relazione di coppia è come la ceramica

Quando un recipiente di ceramica si rompe, si rimpiange la distruzione di un bell'oggetto, si raccolgono i cocci, li si buttano via e si cerca un altro recipiente, possibilmente ancora più bello. Ci diciamo che è impossibile riparare una ceramica spezzata e che è inutile perderci tempo e lacrime. Ma la tecnica del Kintsugi ci racconta un'altra storia, ribaltando completamente il punto di vista: e funziona anche con la relazione di coppia

Il profilo di una coppia dentro una tazza di ceramica riparata. La relazione di coppia è come la ceramica

Il Kintsugi non è solo una riparazione: è un atto di cura, di consapevolezza e di trasformazione.

Quando una ceramica si rompe, il suo recupero avviene attraverso un processo delicato in cui ogni frattura viene valorizzata con l'inserimento di una foglia d'oro. L'obiettivo è restituire vita all'oggetto, rendendolo più bello e prezioso, proprio grazie alle sue imperfezioni.

Ma il Kintsugi non è neppure solo un'arte; è infatti una filosofia che parla di fragilità e bellezza, di dolore e rinascita.

Anche la relazione può ricostruirsi dopo la rottura

Possiamo immaginare una relazione tra esseri umani come una ceramica; talvolta, nel corso del tempo si incrina, si frattura. Ma, proprio come un vaso rotto che viene riparato con l'oro, anche una coppia che affronta le sue crepe può trovare una nuova forma di bellezza, più profonda, più vera.

Così, in una relazione che segue i principi del Kintsugi, ogni difficoltà viene affrontata insieme, con pazienza, apertura e un impegno condiviso a crescere, a imparare e a migliorare. Ogni cicatrice diventa una testimonianza di resilienza, di un amore che si è evoluto, che ha saputo superare le tempeste e che ora è più forte, più consapevole e più profondo.

Ora, una domanda interessante da porci può essere: esiste un limite al riparabile? Esistono confini oltre i quali la materia o una relazione debbano decretarsi irrimediabili?

Possiamo provare a tracciare una bozza di confine tra una relazione ammaccata ed una relazione “tossica” e scoprire dove ci porta l'approfondimento.

Le relazioni tossiche e il Kintsugi

Le relazioni tossiche si fondano su una dinamica opposta a quelle basate sul Kintsugi.

In questi legami, le crepe non vengono mai riconosciute o riparate, ma ignorate, minimizzate, a volte amplificate per manipolare l'altro. In una relazione tossica, la sofferenza non è un'occasione di crescita, ma diventa una spirale che consuma entrambe le persone coinvolte. Le cicatrici non sono accolte con cura, ma vengono continuamente riaperte o sfruttate, creando una ferita che non guarisce mai, ma si infetta.

La violenza psicologica, il disprezzo, la manipolazione o l'abuso emotivo rendono la "riparazione" un obiettivo sempre più distante. La crescita e l'evoluzione sono ostacolate, spesso dalla mancanza di consapevolezza o desiderio di cambiamento.

In un rapporto che segue la filosofia del Kintsugi c'è, in definitiva, un impegno reciproco verso la trasformazione. Le relazioni con caratteristiche di tossicità, invece, si estrinsecano in asimmetrie, la volontà dell'uno ha peso e valore diverso dalla volontà dell'altro. E qui si lede un altro principio figlio delle filosofie orientali: quello di equilibrio, Yin e Yang.

Lo Ying e lo Yang. In una relazione tossica, l'equilibrio viene rottoIn una relazione tossica, l'equilibrio viene rotto.
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La ricostruzione aggiunge valore

Quando l'artigiano realizza un capo, infonde nella materia un'anima di esperienza, di tempo e di dedizione; al contempo, trae crescita e consapevolezza per sé stesso.

Il valore del capo è materiale e immateriale. Se la ceramica si rompe, qualcuno sceglie di onorarne il valore provando a ripararlo e, se il tentativo riesce, l'oggetto riceve una seconda anima di tempo, di dedizione e di pazienza, accrescendo il suo valore.

Onorare il lavoro di riparazione, incanalando l'oro nelle crepe, può sembrare un tentativo di fondere il valore materiale con quello immateriale, ciò che ci può ammirare con ciò che può solo essere sentito.

Probabilmente non tutto può essere riparato. E come l'artigiano evolve nello spirito creando i propri capi, l'uomo che non può riparare ha bisogno di un nuovo valore per evolvere: accettare.

Il soffione. A volte è bene lasciare andare...A volte è bene lasciare andare...
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