La nuova paternità: padri più presenti e coinvolti
La figura paterna è cambiata notevolmente e a più riprese da quando il padrone di casa era signore assoluto, ma non si occupava dei figli. Come sono i papà di oggi? E qual è il loro contributo verso i figli? Forse è bene fare il punto

Con questo articolo voglio accompagnarti a riflettere su come la figura paterna sia cambiata in questi ultimi anni e su come i nuovi padri stanno contribuendo alla crescita dei figli.
Certo, questo cambiamento non si attua sempre con un processo evolutivo pacifico e armonico: non è un cammino privo di ostacoli in vista di un futuro migliore. Invece, questo cambiamento pone problemi nuovi.
Chi sono i nuovi padri?
Alcune ricerche recenti mettono in luce che le nuove generazioni di genitori (nello specifico, i padri millennials) sembrano puntare sempre di più verso modelli paritari e di cooperazione nei ruoli genitoriali e familiari.
Da qualche tempo si sta registrando un aumento di uomini che si permettono di vivere le proprie emozioni, sono uomini capaci di condividere con la propria partner anche i momenti tristi o drammatici che attraversano o che riguardano il loro percorso per diventare genitori. Tutto questo non li rende meno uomini o meno virili.
Questa predisposizione alla condivisione e al considerare i propri ruoli di padre e madre come equivalenti (lo sostiene il 67% dei padri intervistati) migliora la relazione di coppia, che diventa una squadra che collabora e coopera. I giovani padri e gli uomini stanno scoprendo che può essere gratificante il lavoro di cura, cogliendo il momento della paternità come una opportunità per intraprendere una nuova vita o iniziare una nuova fase di essa.
Quali sono gli ostacoli e le sfide che i nuovi padri devono affrontare?
Dobbiamo considerare che c’è una dimensione apparentemente negativa che accompagna il diventare padre: la perdita.
È una perdita
- della libertà nel dirigere la propria vita, le proprie scelte e i propri obiettivi
- della centralità nella relazione affettiva con la partner
- della prevedibilità, perché un figlio è imprevedibilità.
Tale perdita nelle generazioni precedenti non era percepita in maniera intensa, proprio perché prevaleva una divisione piuttosto netta dei ruoli e buona parte della gestione dei figli era delegata alla figura materna.
Un altro ostacolo è la mancanza di un modello. Veniamo da modelli di padri che non si occupavano dei figli; molti non erano neanche partecipi durante la gravidanza. Vediamo da modelli di padri spesso autoritari e dominanti. I padri di oggi che vogliono collaborare alla vita famigliare si trovano a non sapere come fare.
La sfida dunque sta nel costruire un nuovo modello di paternità.
Allora, che cos’è un padre?
Intanto partiamo da una caratteristica di base: un padre è una persona di genere maschile.
Possiamo poi individuare tre caratteristiche che possono sintetizzare il nuovo modo di essere padre: responsabilità, coinvolgimento e disponibilità emotiva.
Di queste tre caratteristiche, coinvolgimento e disponibilità emotiva sono le caratteristiche che segnano un cambiamento, poiché portano alla creazione di una nuova idea di padre e a una scoperta di un “come” agire maschile che si discosta dal passato. Quello che si può comprendere anche da questi elementi è che il punto centrale si pone sempre sul “come”.
Jhon Gottman ha schematizzato tre modi di essere genitori:
- Il papà noncurante: che svaluta le emozioni dei figli
- Il papà censore: che critica e inibisce l’espressione emotiva dei figli
- Il papà lassista: che accetta le emozioni dei figli, ma non sa come orientarle.
Qui possiamo evidenziare un altro rischio: i nuovi padri si avvicinano di più al modello lassista, che accoglie ma non sa contenere. Che è comunque meglio dei modelli precedenti, ma è migliorabile.
Quindi ci stai dicendo tutte queste cose, ma che cosa devo fare?
Chiariamo che non esiste un manuale del buon genitore e non potrà mai esistere il manuale del buon padre, anche perché dobbiamo considerare che ogni famiglia ha le sue caratteristiche, ogni coppia genitoriale ha le sue caratteristiche, così come ogni figlio è diverso da un altro: sia per tratti caratteriali sia per l’ambiente famigliare in cui nasce e cresce. Detto questo, ti lascio alcuni spunti e qualche linea guida generale da poter mettere in pratica.
- Lo sguardo dei padri sui figli: nella relazione tra un genitori e i figli dobbiamo considerare tre A: Amore, Accoglienza e Accudimento. La prima non può esistere senza le altre due.
- La cura al maschile: sto parlando del concetto di protezione, che è associato sia all’accoglienza sia all’accudimento, ma non sono la stessa cosa. I padri provano spesso come prima emozione la paura, seguita da un forte senso di responsabilità che spesso si traduce in azioni finalizzate a togliere il dolore o irritazione iniziale per la sofferenza del bambino. Il lavoro importante che puoi fare è imparare ad accogliere il tuo vissuto e imparare a stare con ciò che provi: solo così ti sarà possibile agire in maniera adeguata, senza fretta o tentando di annullare ciò che provi.
- Disciplina, limiti, autonomia: anche se oggi i padri sono più accudenti, attenti al loro vissuto, hanno ancora il compito di dare delle regole, di porsi come guide. Luigi Zoja, noto psicanalista, nel suo libro “Il gesto di Ettore” scrive: “Il padre non è solo padre per quello che fa con il figlio, ma anche per quello che fa con la società”. I padri di oggi sono alla ricerca di un nuovo modo di fare in famiglia e in società, ma è una sfida complessa vista l’alta competitività richiesta nella società odierna. La disciplina più importante che la figura paterna può insegnare a un figlio è la disciplina del rispetto per gli altri. Questo insegnamento non deriva solo dalle parole, ma anche dal fare: ovvero da come il padre si comporta con rispetto verso la madre dei suoi figli, verso i suoi figli e dal senso di responsabilità civile. Questo tratto può essere sintetizzato indicando alcune caratteristiche: capacità di ascoltare, assenza del giudizio, accettazione delle differenze e capacità di stare nel conflitto senza violenza.
- Cercare il dialogo: quest’ultimo elemento prevede comprensione e narrazione. È importante mostrare comprensione ai figli e riuscire a trovare il tempo per raccontarsi e raccontare. Il racconto può essere nutrito dalla lettura di libri e successiva discussione, raccontare qualcosa di sé della propria giornata o della propria infanzia. Raccontare permette di creare uno spazio di appartenenza e condividere anche le emozioni, insegnare il contatto con esse.
“C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Non corrono assolutamente alcun pericolo, al suo confronto.”
Charles Peguy
Cari papà, vi auguro un buon viaggio coraggioso e avventuroso; le mamme sono pronte ad accogliervi e sostenervi in questa avventura. I genitori coraggiosi e cooperativi hanno in mano il futuro prezioso dei figli e della società.