
A volte litighiamo sul cosa (la scelta, l’opinione), ma sotto stiamo litigando sul come decidiamo: quanta influenza ha ciascuno, quanto spazio occupa l’uno e quanto l’altro.
Succede più spesso di quanto pensiamo: una discussione su che cosa fare può diventare, senza che ce ne accorgiamo, una prova di forza. Non perché uno dei due sia cattivo o voglia comandare per definizione, ma perché nelle decisioni si toccano bisogni profondi: sicurezza, riconoscimento, autonomia, rispetto. Se il modo con cui decidiamo non è chiaro o non è percepito come equo, il contenuto del litigio diventa solo il pretesto… E la tensione resta alta.
Ecco cinque domande per verificare come funziona la vostra coppia quando deve scegliere:
- Quando decidiamo, stiamo cercando un accordo o una vittoria? Ci interessa capirci oppure spuntarla?
- Chi ha più peso, di solito? E perché? Per competenza, per disponibilità, per soldi, per carattere, per abitudine, per paura del conflitto?
- Che cosa succede quando uno dei due dice “no”? Il no viene ascoltato, negoziato, punito, ignorato, trasformato in colpa?
- Il modo in cui decidiamo lascia spazio a entrambi, oppure uno si adegua per evitare tensioni? E se uno si adegua, poi ne fa pagare il “conto” con irritazione, sarcasmo o silenzi?
- Dopo una decisione, ci sentiamo entrambi rispettati e rappresentati? Oppure uno si sente scavalcato, costretto o sotto esame?
Se vi va, potete rispondere separatamente e poi confrontare le risposte: spesso non è la scelta in sé a creare attrito, ma la sensazione (o la paura) di non contare allo stesso modo.
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