
L'ultimo turno, un film svizzero del 2025 diretto da Petra Volpe, è un piccolo gioiello che parla al cuore dell'uomo.
Non farti ingannare: non è un film sulla professione infermieristica, anche se tutto il film racconta del mondo visto dagli occhi di un'infermiera.
Il film parla di persone.
In particolare, delle persone che hanno bisogno di cure.
E, ancora più specificamente, della differenza tra curare e prendersi cura.
Ecco: questo è davvero il punto. Curare è una questione meccanica. Prendersi cura (che sgrammaticalmente fa rima con avere a cuore) è una questione di atteggiamento umano.
La protagonista, Floria Lind (Leonie Benesch), fa il possibile e a volte l'impossibile per tenere insieme la cura e il prendersi cura. A volte riesce; a volte no.
In questo film vedi un ospedale, ma quest'ospedale è il mondo. Tutti noi facciamo la stessa fatica di Floria, ogni santo giorno.
Ogni giorno tentiamo di far andare d'accordo ciò che sentiamo giusto con ciò che è umanamente possibile.
Il modo migliore per non uscirne sopraffatti e sconfitti è fregarsene del mondo, fregarsene degli altri, fregarsene degli ideali. È la strada più sicura.
La strada più difficile è accettare a malincuore che non si può arrivare a tutto; è accettare a malincuore tutte le piccole enormi ferite che la vita quotidiana ti dà. E tenere botta, e non perdere la voglia di prendersi cura.
La disponibilità a prendersi cura parla di te. Parla delle tue ricchezze interiori e anche delle tue ferite.
Se vuoi farti sollecitare su questi aspetti, guarda il film. Se poi vuoi essere accompagnato in un percorso per rafforzare in te ciò che senti importante e adeguare la tua vita, contattaci.
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