Tom Hiddleston e Annalise Basso mentre ballano in strada

L'inizio è da film di fantascienza. La fine è da film romantico. Tutto si dipana lungo la vita di Charles Krantz, detto Chuck, che appare quando gran parte del film è già passata. E se ti sembra che questa non sia una trama, hai ragione: dirtela sarebbe uno spoiler crudele, perché la devi scoprire da te.

Ma quanto eroismo e quanta leggerezza ci vogliono per vivere una vita dal finale già scritto?

Il film mischia (in modo consapevole e sapiente) mistero, fantascienza e romanticismo, ma lo spettatore non riesce a rendersene veramente conto fino alla fine del film. A dirla tutta, è solo il finale che spiega il film e che dà un senso a questo racconto strampalato.

Detta così, sembra la recensione di un film ermetico e problematico... Non è così. La pellicola scorre via leggera, intrigante, godibile.

Se fosse un piatto culinario, sarebbe una di quelle creazioni che apprezzi forchettata dopo forchettata ma della quale non riesci a individuare gli ingredienti.

Finché, quando nel piatto non è rimasto più nulla, tutto diviene chiaro e ti godi, a posteriori, ogni sfumatura di gusto di ciò che hai mandato giù.

Un gran bel film, che ti accompagna a interrogarti su ciò che vuoi e su come lo vuoi.

Ed è dedicato a chi si ferma e si mette a ballare.

 

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