Due bimbi si abbracciano

Il rientro dopo le ferie non è solo un ritorno alla routine. È anche il momento in cui ritroviamo colleghi, amici e persone che magari non vediamo da qualche settimana. E il modo in cui ci riavviciniamo a loro può fare una grande differenza.

Un saluto frettoloso, distratto, quasi automatico comunica una cosa. Un sorriso, uno sguardo attento, un «"Che bello rivederti!" detto con partecipazione ne comunica un’altra. Le relazioni si costruiscono anche così: attraverso piccoli segnali che fanno capire all’altro quanto siamo disponibili, presenti e interessati.

Nella nostra cultura l’abbraccio ha spesso un valore speciale. Può esprimere affetto, vicinanza, familiarità. Ma perché sia davvero un gesto accogliente deve essere sentito e, nello stesso tempo, rispettoso: non tutti amano il contatto fisico nello stesso modo e non tutte le relazioni lo prevedono. Accogliere significa anche saper percepire i confini dell’altro.

Dopo un periodo di lontananza, però, ciò che conta davvero è far sentire il piacere dell’incontro. Chiedere "Come stai?", ascoltare le novità, lasciare spazio al racconto delle vacanze o semplicemente interessarsi a ciò che è successo nel frattempo.

Il primo passo verso l’altro orienta spesso il tono di ciò che verrà dopo. Se ci avviciniamo con calore, curiosità e rispetto, aumentiamo le possibilità che anche la relazione si apra nello stesso modo.

Forse il rientro può essere una buona occasione per ricordarcelo: ritrovarsi non significa soltanto tornare nello stesso posto. Significa anche scegliere come tornare gli uni verso gli altri.

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